La Difesa Personale di Sifu Michele Rubino

Tecniche di difesa

(di Michele Rubino)

Negli ultimi anni, la sensazione di insicurezza, relativa alle persone a ai beni posseduti, si è ingigantita. La volontà di provvedere, anche con mezzi propri, alla tutela dell’incolumità e dei proprio averi ha indotto molti alla pratica di sistemi di autodifesa. Sul mercato sono, attualmente, presenti metodi di combattimento di derivazione militare, che seducono per la loro presunta facilità d’apprendimento e di’impiego,. L’utenza che vi ricorre non tiene conto del fatto che tali sistemi, proprio per la loro origine, sono riservati alle Forze Armate dei Paesi esteri. È difficile, perciò, che queste tecniche, presumibilmente coperte dal segreto militare, vengano divulgate in forma efficace a stranieri potenzialmente pericolosi. Un’altra parte dell’utenza opta, invece, per gli sport da combattimento preferibilmente “estremi”, nei quali, tuttavia, i colpi realmente pericolosi e le astuzie “da strada” non sono ammessi. Esistono, infine, metodi perfettamente in linea con la legislazione italiana in materia di difesa personale. Tali sistemi si fondano sull’utopistica possibilità di controllare l’attacco, anche armato, d’un aggressore senza causare danni a quest’ultimo. In realtà le brillanti tecniche di disarmo la loro tragica inattuabilità nelle situazioni reali.
Negli USA il maggior numero di vittime per attacco di coltello si conta tra i maestri di arti marziali. In Italia, docenti di difesa personale, sono stati picchiati durante litigi in strada. Si sa, ma non si dice.
Da parte mia, sono stato istruttore di combattimento a mani nude e con armi bianche presso le Forze Armate Italiane, il Comune di Milano e l’Associazione City Angels. Il confronto con le persone di diversa estrazione sociale e di diversa etnia mi ha portato a conoscere molti aspetti della mentalità e del modo di agire di malavitosi e deviati, ed a sviluppare un particolare approccio all’autodifesa.
Il metodo che propongo è basato, anzitutto, sullo studio del comportamento nelle situazioni di pericolo, e sulla psicologia del confronto. Gesti, parole, condizioni ambientali, individuazione delle opportunità: niente viene lasciato al caso. In secondo luogo, c’è lo studio del combattimento. Il sistema che propongo è stato creato da un ex fuorilegge nella Cina di centocinquant‘anni fa. Non prevede “tecniche” da assimilare ed automatizzare, ma solo principi d’immediata applicabilità, con varianti specifiche per situazioni particolari (un corridoio buio, una strada innevata, la pioggia…).
Nessuna concessione alle utopie: i primi colpi dai quali s’impara a tutelarsi sono il calcio ai genitali e la testata, e non compiacenti pugni stilizzati od assurde prese al collo di avversari che attendono immobili elaborare reazioni. Ho preso in esame anche le aggressioni con armi bianche ed improprie (pezzi di vetro, pietre, chiodi…), ed anche in questo caso, mi sono guardato bene dal proporre inattuabili difese a mani nude.
Studio le arti marziali dal 1975 e a Hong Kong sono stato introdotto al metodo tradizionale di combattimento cinese che, ve lo garantisco, ha ben poco a che con “kung fu Panda”.
La mia formazione continua tutt’ora sotto la preziosa guida del mio attuale maestro Xu Zaixing.

  organigrammaBaguazhang

Ci sono tre arti marziali principali in Cina riconosciute come arti interne: il Taiji, lo Xingyi ed il Bagua.
Tutte sono originarie della Cina del nord e combinano la forza esterna (wei jin) con l’energia interna (nei jin) per sconfiggere l’avversario. Tutte e tre vengono considerate ai livelli più alti delle arti marziali cinesi ed un tempo venivano apprese solo dalle famiglie più ricche che potevano pagare i maestri per l’insegnamento ai loro membri. Solo in questo secolo sono state rese pubbliche ai cinesi e da allora sono diventate popolari in tutto il mondo.
Un famoso motto cinese recita: “Tutti gli stili di gong fu appartengono ad una stessa famiglia” e cioè che la loro teoria delle arti marziali deriva dalla filosofia cinese, la tecnica e la pratica sono simili. Un legame speciale però accomuna lo Xingyi, ilTaiji, lo Yiquan e il Bagua, essi hanno in comune tra loro molti principi ed alcuni sono addirittura uguali. Il Ba Gua Zhang è uno stile che consiste prevalentemente di cambi di palmo e camminate circolari, incorporando in sé sia abilità marziali che manipolazione del Qi.
Letteralmente tradotto Ba Gua Zhang vuol dire “palmo degli otto trigrammi”. Ad un livello molto superficiale si può dire che il nome derivi dal fatto che le tecniche son quasi tutte di palmo e che ad ogni posizione deriva un corrispondente trigramma dello Yi Jing (Libro dei Mutamenti), ma in realtà bisogna analizzare molto più profondamente la filosofia e le componenti dello stile per capire quale sia il collegamento fra lo Yi Jing e questa magnifica arte marziale.

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